Ritorno al futuro
Perdonare, ma non dimenticare: Un nuovo edificio realizzato dallo studio NAEMAS Architekten nella Val di Fleres in Alto Adige racconta come si affronta il passato – quello personale e quello collettivo. Una storia di partenza o di permanenza, di tradizione e progresso, di vecchi fardelli e nuova forza.
Nel 2018 una famiglia ha subito un evento drammatico e traumatico: il loro casale secolare è andato completamente distrutto in un incendio. Fortunatamente, al momento dell’incendio non si trovava nessuno all’interno dell’edificio. Lo shock è stato comunque profondo. Talmente profondo che, inizialmente, i proprietari riuscivano a immaginare solo la costruzione di un nuovo edificio in un’altra località. Finché, grazie alla stretta e fidata collaborazione con NAEMAS Architekturkonzepte di Bolzano, non è emerso un luogo nelle immediate vicinanze come sede perfetta per un nuovo inizio – per superare il passato e far rivivere in chiave moderna il patrimonio rurale.
Ornamento
«Abbiamo prestato grande attenzione alla scelta del luogo», raccontano gli architetti Nadia Erschbaumer e Martin Seidner. Il processo potrebbe essere considerato un modello di riferimento per l’approccio del giovane team di progettisti: vengono sviluppate soluzioni olistiche che tengono conto delle sfaccettature più disparate – proprio dei «concetti architettonici». Nel progetto di Fleres è stato l’approccio psicologico a rivelarsi determinante. A favore della costruzione, a pochi metri dal luogo dell’incendio, non hanno giocato solo l’esposizione al sole, l’orientamento, gli aspetti legali e la topografia, ma anche la possibilità di riscrivere la storia in chiave conciliante: due corpi edilizi sfalsati, collegati sotterraneamente sul pendio, instaurano relazioni identitarie e reinterpretano lo stile agricolo tradizionale. La facciata in larice, verniciata con Lignovit Platin di ADLER in nero onice, è impreziosita da ornamenti fresati, simili a quelli già presenti nell’edificio originale. «Abbiamo ripreso i motivi da una vecchia fotografia della tenuta di famiglia» spiega Erschbaumer.
Stube 2.0
Il motivo decorativo si ritrova anche nell’edificio inferiore, che si presenta in stile alpino classico con abbondante uso di legno chiaro, pietra e lino. Il complesso superiore, invece, con il suo cemento a vista e i colori intensi, costituisce la controparte urbana della stube contadina. Due modi diversi di rapportarsi con ciò che si è vissuto: un «processo di guarigione» che fa i conti con il passato e un secondo che rompe abilmente con esso, traendone nuova forza. Attraverso le luminose finestre in larice del produttore altoatesino Tip Top, verniciate con uno speciale rivestimento ADLER in una tonalità leggermente brunastra, lo sguardo si rivolge ora verso un vecchio melo, verso la cappella del borgo, dichiarata bene storico, verso le cime montuose che si stagliano all’orizzonte – verso il passato e verso il futuro!
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